Habibi

Habibi

Habibi è la cronaca di una storia d’amore ambientata in uno dei più lunghi e complicati conflitti contemporanei, la guerra israelo-palestinese.

Le mogli dei prigionieri palestinesi si sono rivolte al contrabbando di sperma per concepire figli dai loro mariti che stanno scontando lunghe pene nelle prigioni israeliane. Circa 7.000 palestinesi sono detenuti, e quasi 1.000 affrontano pene di 20 anni o più.

Negli ultimi 7 anni, secondo l’ospedale Razan di Nablus che fornisce trattamenti di fecondazione in vitro in Cisgiordania, sono nati circa 100 bambini. Questi trattamenti sono offerti gratuitamente a queste donne perché i loro mariti sono considerati dalla collettività come martiri viventi che hanno rinunciato alla loro libertà per la patria.

Le visite coniugali sono negate e i prigionieri palestinesi possono vedere i loro familiari più stretti attraverso una finestra di vetro. Il contatto fisico è proibito, eccetto per i figli dei prigionieri che hanno meno di 6 anni, ai quali sono concessi 10 minuti alla fine di ogni visita per abbracciare i loro padri. Con la scusa di fare regali ai loro figli, i prigionieri mettono il loro sperma in tubi di penna vuoti e lo nascondono dentro barrette di cioccolato. Questo è il metodo più comune tra i prigionieri e l’unica speranza per le loro mogli di avere nuovi figli e crescere una famiglia.

La vita di queste donne è sospesa in un’eterna attesa del ritorno dei loro cari. Inoltre, fanno la fecondazione in vitro anche per non arrendersi alla condizione di prigionia dei loro mariti e affrontare con coraggio le difficoltà della vita quotidiana crescendo i loro figli da sole in una zona di guerra.

Questa zona troppo spesso viene mostrata solo come un luogo di guerra e di conflitto, pieno di contrasti, soldati, azioni militari e armi. Habibi, che in arabo significa “il mio amore”, cerca di mostrare l’impatto del conflitto sulle famiglie palestinesi analizzando le difficoltà incontrate nel preservare la loro dignità umana e cercando di capire la realtà nascosta dietro la guerra.

Biografia

Antonio Faccilongo è un fotografo documentarista e filmmaker italiano, docente di fotografia all’Accademia di Belle Arti di Roma ed è rappresentato da Getty Reportage.

Dopo la laurea in scienze della comunicazione e un master in fotogiornalismo, ha focalizzato la sua attenzione sull’Asia e il Medio Oriente, principalmente in Israele e Palestina, occupandosi di questioni sociali, politiche e culturali.

Documentando le conseguenze del conflitto israelo-palestinese in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, ha cercato di svelare ed evidenziare le questioni umanitarie nascoste in uno dei conflitti più denunciati al mondo, perché troppo spesso viene mostrato solo come un luogo di guerra e conflitto.

I suoi progetti a lungo termine sulle donne e le loro famiglie in Palestina hanno ricevuto diversi premi e borse di studio tra cui World Press Photo story of the year 2021, World Press Photo nella categoria progetti a lungo termine, FotoEvidence Book Award con World Press Photo, Getty editorial grant, National Geographic Society Covid-19 Emergency Fund 2021, 1° premio World Understanding Award al POYi Pictures of the year International, Miglior documentario a colori al Gomma Grant, 1° premio al LuganoPhotoDays, 1° premio all’Umbria World Fest, 1° premio al Kuala Lumpur Photo Awards, 2° premio al PhMuseum ed è stato finalista al Visa D’or feature, al premio Lucas Dolega e nella shortlist della Fondazione Alexia.

Inoltre i suoi progetti a lungo termine sono stati esposti a livello internazionale in numerose mostre e festival tra cui World Press Photo Festival, Les Rencontres d’Arles, Zoom Festival, Festival della fotografia etica, PHmuseum online photobook festival, Buenos Aires Biennial, proiettato al Visa pour l’image Perpignan ed è stato incluso nella campagna globale #WomenMatter contro la violenza sulle donne fatta da Dysturb.

I suoi lavori e incarichi sono stati pubblicati in alcune delle più importanti pubblicazioni internazionali tra cui National Geographic, Time, Stern, Der Spiegel, Le Monde, Geo, The Guardian, 6Mois, Paris Match, Focus, Sette, L’Espresso, Internazionale e molti altri.

https://www.antoniofaccilongo.com/

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