ITALIE




Italie
Personale fotografica di Antonino Costa – Curatela e testo di Marta Genova
Palermo, Riso – Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea
29 ottobre – 29 novembre 2020
Paesaggi di periferia, sentieri battuti per anni. Stagioni che passano, colori e suoni che cambiano. Luoghi familiari
diventati casa, abitudine all’orecchio, alla vista, all’olfatto. A volte invece sono solo strade di passaggio
che il fotografo non percorrerà mai più. Italie di Antonino Costa racconta tutto questo.
Attraverso la macchina analogica, ampliamento del suo sguardo, vengono donati allo spettatore scatti che rendono
il forte e radicato legame tra l’emergenza del fotografo di documentare e il paesaggio urbano.
Antonino Costa, con questa mostra ha dato un nuovo senso a questi ventisei scatti già esposti lo scorso anno
all’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles. Sono tratti da lavori precedenti, cinque per l’esattezza, ognuno dei
quali raccontava intimamente un suo movimento interiore, legato all’età che aveva quando è stato realizzato
e al periodo che stava vivendo.






Diventando questa volta interprete delle sue fotografie, ha creato con la curatrice le didascalie che insieme alle
immagini – la cui disposizione crea delle brevi narrazioni – raccontano allo spettatore una storia, tante storie.
La vita. Fotografie meditate per immagini mai scontate, uniche nel senso più stretto del termine, perché prive
di retorica e cliché; sono scatti che documentano – la fotografia di Antonino Costa è documentaristica – ma
in cui è forte il suo sguardo d’autore sulla realtà percepita. Italie racconta il nostro paese, nelle sue similitudini
nonostante le grandi differenze e lo fa attraverso le periferie di due grandi città, Milano e Palermo, tanto
diverse tra loro ma talmente simili da potersi confondere. Fotografie scattate in pellicola, in bianco e nero e a
colori, appartenenti a cinque cicli narrativi composti tra il 2002 e il 2018: Palermo come un’infanzia, Milano
zona 5, Milano Barona, Brancaccio e Borgo Nuovo. Riportano a un’epoca passata eppure ancora attuale, tutto
passa, tutto rimane com’è. Le tinte pastello delle fotografie, il bianco e nero, le lunghe attese, accompagnano
lo spettatore in quelle passeggiate in solitaria, nel caldo afoso di Palermo che “spacca gli occhi” e nel freddo
di Milano.
Talora queste immagini sembrano condurci nei libri di Pier Paolo Pasolini e della periferia da lui vista, vissuta,
raccontata. Chiunque li abbia letti, trasportato dalle sue minuziose descrizioni e suggestioni, ha certamente
immaginato quei luoghi, ogni anfratto, ogni bar, ogni strada, le luci, gli abitanti e guardando le fotografie di
Antonino Costa non sarà strano trovarsi ad associare quelle suggestioni, nei sui scatti, in una narrazione che
spiazza e sorprende. Sembra di vederli i personaggi e i luoghi di Pasolini, il Riccetto e il Lenzetta di Ragazzi di
vita ad esempio, le borgate, le case popolari, le periferie, le lande abbandonate, il tempo immobile, gli esseri
umani e le loro vite. Tutto è spesso immobile nei luoghi raccontati da Antonino Costa.
È il passaggio dell’operator a interrompere silenzio e solitudine, l’estraneo, percepito a volte come un provocatore
in un territorio che idealmente appartiene a chi li abita, a chi li controlla”, in un gioco di sguardi e fiducia
che si crea con quella stessa gente, coi ragazzi, con gli “abitanti” come li chiama il fotografo. Perché “è l’abitante
che vive il quartiere, lo forma e lo trasforma e viceversa”.
Lo spettatore non rimane indifferente, nelle fotografie di Italie il “punctum” è lì, in agguato, quell’elemento che
Roland Barthes definisce come «puntura, piccolo buco, macchiolina, piccolo taglio» che «trafigge lo Spectator
(…)». Il punctum di una fotografia, scrive Barthes, «è quella fatalità che, in essa, mi punge (ma anche mi ferisce,
mi ghermisce».










La fotografia di Costa è pensata, meditata, raramente gli capita di improvvisare a meno che non sia strettamente
necessario a volte quasi doveroso. La macchina fotografica analogica è adatta proprio a questo tipo di lavoro,
per quanto lenta nel restituire la fotografia vista e immaginata.
Antonino Costa indaga la città e l’animo umano che la abita con curiosità e attenzione, attitudini che gli permettono
di riconoscere quella varietà e ricchezza insite nella vita e senza le quali si passa sopra di essa “senza
vederla, senza sentirne il sapore tra denti, come un frutto maturo”, come dice Ermes Ronchi che aggiunge “Ma
quando accade che nel deserto del sempre uguale ti imbatti improvvisamente nell’inaudito (una poesia, una
musica), nel non-visto (un paesaggio, un’architettura, uno sguardo), si risveglia in te, conseguenza della sorpresa,
un’attenzione stupita alle cose che sfuggono ai più, una capacità di vedere ciò che gli altri non vedono,
amore vero i particolari, profondità, la percezione di un senso ulteriore celato in ogni cosa. Un incremento di
senso”.
Ecco Italie.





Biografia
Antonino Costa è nato a Palermo nel 1973. Formatosi alla NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, e in contesti newyorkesi. Lavora come direttore della fotografia in pubblicità e porta avanti un percorso personale nella fotografia documentaria del paesaggio urbano, usando macchine analogiche. Le sue fotografie sono state esposte in mostre personali e collettive. Ha pubblicato su Corriere della Sera, Repubblica, Doppiozero, Riga, cheFare, L’Espresso, Cartaditalia, Perimetro.
Portfolio
Esposizioni personali
2020
Italie
RISO – Museo d’arte contemporanea
Palermo
2019
Italie
Istituto Italiano di Cultura
Bruxelles
2019
Entre Urbanité et Nature: paysages urbains – Bibliothèques Municipales Servette
Genève
2018
Scorciatoie – Atelier 1909 – Milano Photo Week
Milano
2017
Scorciatoie – Studio Danilo Montanari
Ravenna
2016
Milano Zona Cinque – Spazio Espositivo Città Metropolitana Milano – Centro Puecher
Milano
2016
Milano Zona Cinque – Galleria Lorenzo Vatalaro
Milano
2016
Milano Zona Cinque – Spazio Espositivo del Caffè
Internazionale a cura di Stefania Galegati Shines
Palermo
2009
Gioco dellʼAntenna a Mare – Libreria del Mondo Offeso
Milano
2008
Gioco dellʼAntenna a Mare – Galleria Bixio12
Milano
Esposizioni collettive
2019
PRIMA VISIONE 2018. I FOTOGRAFI E MILANO – Galleria Bel Vedere
Milano
2017
NESXT
Presentazione dei poster degli artisti del Caffè (fotografia tratta da Palermo come un’infanzia)
Torino
2017
PROGETTO AL MAXXI
Inaugurazione del wall di THE INDEPENDENT – Presentazione dei poster degli artisti del Caffè (fotografia tratta da Palermo come un’infanzia)
Roma
2017
Ossi di seppia – Fra le mura festival – Torre Carolingia
Framura (La Spezia)
2016
Milano Zona Cinque, foto: Ospedale San Paolo – i7 | Spazi Indipendenti
Verona
2016
Milano Zona 5, foto: Assago, gru con palazzo U15 – The Others
Torino
2015
Milano Zona Cinque, foto n. 10 – Galleria Lorenzo Vatalaro
Milano
2013
Milano Zona Cinque, foto n. 10 e 13 – Linea 56 | Dragoverde
Milano
2009
Gioco dellʼAntenna a Mare – Spazio Forma per asta di beneficenza
Milano
2009
Gioco dellʼAntenna a Mare – Libreria Flaccovio Editore
Palermo
2006
Between two blue, in collaborazione con Coquelicot Mafille – Talk to the city | Careof
Milano
Pubblicazioni
2019
Selezione antologica 2001/2018. Cartaditalia n.5
2019
Milano, Barona, 2018. L’Espresso (rubrica: Una fotografia di Marco Belpoliti)
2019
Milano, Barona, 2018. Perimetro
2018
Quartiere Adriano. cheFare
2018
Palermo Brancaccio. Doppiozero
2017
Sentieri Invisibili. R2 La Repubblica
2017
Scorciatoie. Segnature/N.16/Micro Rivista
2016
Viaggio ai bordi di periferia. Corriere Della Sera
2015
In-Expo, Expo e dintorni. Doppiozero
2013/2014
Fotogiornale. Doppiozero
2012
Bambini allo ZEN. Doppiozero
2011
Sentieri di città. Doppiozero
2011
Fontanelle d’Italia. Doppiozero
2011
Palermo come unʼinfanzia. Doppiozero
2009
Palermo come unʼinfanzia. RIGA n. 28
