Smells like Turkish coffee

Smells like Turkish coffee

Balat è il vecchio quartiere ebraico di Istanbul, che fu lasciato disabitato a fine 800 a causa di un
forte terremoto. Dopo gli anni ’60 il quartiere subì una profonda trasformazione da zona molto ricca
a zona residenziale delle classi sociali più basse. Oggi ci troviamo di fronte ad un intrigante
contrasto di splendore e degrado, motivo per il quale me ne sono innamorata. Questo è il tipo di
luogo in cui puoi unirti alla gente del posto per comprare pane caldo dagli ambulanti, frutta e
spezie nei piccoli mercati locali o gustare una tazza calda di salep in inverno.
Il quartiere però è in pieno fermento artistico e culturale, grazie infatti a molti giovani designer che
hanno aperto i loro atelier e vanta la presenza di numerose caffetterie e ristoranti di tendenza.
Ultimamente il quartiere è stato reso famoso da diverse serie televisive, infatti è molto facile
imbattersi in troupe dedite a girare film e video musicali.
Questo lavoro è il risultato di un mio lento vagabondare tra le stradine di Balat, immergendomi
nella vita del quartiere, mangiando in piccoli ristoranti locali, giocando con i bambini, comunicando
a gesti, sorrisi e strette di mani con le persone. Una mia ricerca visiva, cromatica e sensoriale di
luoghi, persone, dettagli e quell’odore del caffè turco che mi ha accompagnata per tutto il viaggio.

Biografia

Siciliana di origini lucane, la mia base è vicino Catania, tra l’Etna e il mare ma ho sempre la valigia
pronta per i viaggi.
Ho iniziato a scattare foto da bimba immortalando i ricordi di famiglia con la vecchia analogica di
papà da cui ho ereditato la passione per tutte le forme d’arte e musicali.
La parte di me più razionale mi ha indirizzata durante le prime fasi di vita a intraprendere studi di
natura scientifica, prima con la laurea in geologia e successivamente con il dottorato di ricerca in
vulcanologia. Proprio alla fine del dottorato, nel 2009, la mia parte creativa ha finalmente preso
forma, manifestandosi sotto forma di amore puro e incondizionato per la fotografia.
Ho iniziato così a frequentare diversi corsi e workshop e ho capito che quello che amavo era
raccontare le persone e le loro storie. Ho realizzato diversi reportage di viaggio ma anche dei
progetti personali ancora in corso.
Alcune mie foto sono state pubblicate su riviste quali “Meridiani”, “D di Repubblica” e più
recentemente sul libro “Accidentally Wes Anderson”.
Dal 2013 sono una fotografa professionista e continuo a raccontare la gente, soprattutto durante i
matrimoni, attività nella quale mi sono ormai affermata. Alcuni miei lavori sono stati pubblicati su
rinomati blog nazionali e internazionali di matrimonio e una serie è stata pubblicata sul libro
“Wedding Time” edito da Italian Street Photography.
Nella vita di tutti i giorni sono una persona semplice, amo viaggiare, amo i miei gatti, adoro l’arte in
tutte le sue forme, la musica e i concerti live, sono appassionata di cinema e divoratrice di libri,
accumulatrice seriale di ninnoli vintage che vado a scovare vagando nei mercatini dell’usato.

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